Coarseness vs. Understatement / Volgarità contro Eufemismi

NOTA: Trovate il testo italiano alla fine di quello inglese
NOTE: You find the Italian text below the English one

This morning someone on Facebook posted the photo of a poster displayed in some public place in Salerno, my hometown. The poster reads: “ARSEHOLE! TAKE YOUR DOG TO SHIT IN YOUR OWN HOUSE!”.

I was not impressed at all, of course: in my area you can find many such writings on the streets, put up by maddened (or bullying) anonymous people “inviting” others to do or not to do this or that. I decided to write this post just because straight after viewing the photo I was off for some shopping, and half way to the supermarket I came across a sign that I had already spotted some time ago, but was only now revealing itself in its powerful narrative. The meaning was more or less the same as the poster in Salerno, but the form was strikingly different. Quite honestly, I’m sure that “WILL OWNERS PLEASE REFRAIN FROM ALLOWING ANIMALS TO FOUL THE CAR PARK” sounds overly polite even to British ears.

I started to wonder why they hadn’t displayed a plain “No fouling” sign, as those you see everywhere here. Eventually, I think I found the right answer: money. I mean: we’re talking about a private car park, managed by the undersigned “Stiles Harold Williams”. The owners of the dogs also own/rent a parking space, therefore they pay SHW for their services. That means that at SHW they don’t want clients to get mad at them for abusing their beloved pets, do they?

On the other hand, the poor guy in Salerno (I assume it’s a man: that’s such a manly thing!) has clearly no business relationship with the person whose dog regularly fouls the area where he lives/works. That’s why he didn’t refrain from allowing himself using such a foul language 🙂

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Stamattina qualcuno ha postato su Facebook una foto scattata nel quartiere Carmine di Salerno, la mia città. Il testo è piuttosto esplicito e non serve commentarlo: “STRONZO/A. PORTA A CACARE IL CANE A CASA TUA”.

Nulla di strano, mi direte: nelle nostre zone non si contano le scritte di anonimi individui esasperati (o prepotenti) che sulle strade cittadine invitano con una certa “energia” a fare o non fare questa o quest’altra cosa. Vero. Tuttavia ne parlo perché, uscendo di casa subito dopo aver visto la foto per andare a fare la spesa, mi sono imbattuto in un cartello che, pur avendolo già notato tempo fa, solo oggi, in virtù dello stridente contrasto, mi si è rivelato in tutta la sua potenza narrativa. Tradotto con una certa letteralità, questo cartello recita più o meno così: “SI PREGANO I PROPRIETARI DI EVITARE DI CONSENTIRE AI LORO ANIMALI DI SPORCARE IL PARCHEGGIO”.

Come vedete, l’autore ha usato una forma non solo educata, ma eccessivamente educata anche per un orecchio inglese abituato ai sottili equilibrismi del “politically correct”. In effetti, avrebbero potuto benissimo limitarsi ad affiggere uno dei tanti cartelli “neutri” che invitano a non sporcare (“NO FOULING”), e che qui si vedono un po’ dappertutto. Poi ci ho riflettuto, e credo di aver trovato la risposta: soldi. Sì, perché si tratta di un parcheggio privato, gestito (come si deduce dall’avviso stesso) dalla società “Stiles Harold Williams”. Ciò significa che i proprietari dei cani posseggono anche, o hanno in fitto, un posto auto, e pagano la SHW per i suoi servizi. Mi sembra ovvio, quindi, che alla SHW non abbiano nessuna voglia di far arrabbiare i loro clienti offendendone gli amati cagnolini, e hanno trovato quindi una formula prudentissima che però risponda alle pressioni di quegli altri proprietari (di posto auto) che non amano le deiezioni canine…

Il povero cristo di Salerno, invece, evidentemente non ha alcuna relazione di affari con l’ignoto individuo il cui cane appesta l’area in cui vive o lavora. È per questo che non ha evitato di consentire a sé stesso di usare un linguaggio così volgare 🙂

PS Vi prego di notare la finezza di quello “STRONZO/A” (nonostante la deprecabile assenza della barra, l’interpretazione mi sembra obbligata): l’anonimo autore del testo (escludo che sia una donna: è una scritta così virile!) dichiara di non sapere a chi appartenga il cane, ma sa che si tratta sempre dello stesso (evidentemente è in grado di riconoscerne la pupù), e ci tiene anche a dimostrare un’assenza di pregiudizi di genere…

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