Gay e lesbiche mano nella mano

Qualcuno di voi probabilmente sa che le due proprietarie della casa in cui abito, nonché mie coinquiline, sono lesbiche. Si chiamano Nicola (con l’accento sulla “i”) e Udy. Nicola e Udy hanno sottoscritto una “civil partnership” (“unione civile”) e sono diventate “Mrs. e Mrs.”.

Le leggi del Regno Unito, infatti, riconoscono alle coppie omosessuali che decidono di diventare “civil partners” gli stessi diritti dei coniugi eterosessuali (tanto per fare un esempio eclatante: possono adottare dei bambini). La differenza è puramente simbolica: non viene usata la parola “marriage” (matrimonio), e questo impedisce alle coppie gay di definirsi ufficialmente “married” (sposate). Ma proprio in questi mesi il Governo (conservatore!) sta valutando la possibilità di eliminare quest’ultima ipocrita barriera.

Ho fatto questa premessa per tratteggiare il contesto sociale nel quale si muove la comunità omosessuale britannica. Dal mio particolare punto di vista di brightalian, al netto della casualità che mi ha portato a convivere proprio con due lesbiche, quello che più salta agli occhi, percorrendo le strade di Brighton, è l’assoluta naturalezza con cui le coppie di uomini e donne omosessuali si manifestano attraverso il gesto più naturale e abituale per le coppie eterosessuali di tutto l’Occidente contemporaneo: quello di camminare tenendosi per mano.

Vista la frequenza di queste “apparizioni” (è anche vero che Brighton è considerata la “capitale gay” d’Inghilterra), istintivamente ho pensato alla condizione di gay e lesbiche nella mia città d’origine, Salerno, e in particolare ai miei amici e alle mie amiche, di alcuni dei quali conosco la dolorosa ritrosia verso le manifestazioni pubbliche di reciproco affetto, per vergogna, o per il timore di essere mal giudicati, dileggiati o addirittura aggrediti. Questo, naturalmente, senza considerare che spesso il loro orientamento sessuale è ignoto alle stesse famiglie, oppure è oggetto di un grottesco “don’t ask don’t tell”.

Per questo ho deciso di fare loro un piccolo omaggio, col quale voglio esprimere anche il mio augurio che vengano presto tempi migliori: una galleria fotografica molto artigianale, che ho pomposamente intitolato The “Brighton gays&lesbians walking away hand in hand” Project (“Gay e lesbiche di Brighton che si allontanano mano nella mano”).

Come s’intuisce dalle immagini che accompagnano questo post, si tratta di una serie di foto scattate con il mio cellulare (vi prego quindi di scusare la loro mediocre qualità) a coppie che incrocio casualmente per strada. La scelta di fotografarle da dietro è dovuta a ovvi motivi di privacy, oltre che alla possibilità di accedere in questo modo a una spontaneità che sarebbe altrimenti problematica. La serie completa (in continuo aggiornamento) la trovate qui, sulla mia pagina Flickr.

PS Nel momento in cui scrivo, le foto di lesbiche sono 8, quelle di gay solo 3. Da cosa dipende, secondo voi? Minore attitudine alle effusioni in pubblico, ritrosia che nasconde altro, o semplice casualità?

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2 responses to “Gay e lesbiche mano nella mano

  1. Ciao David, grazie per il commento! Sì, sapevo del Gay Pride a Salerno, e sono stato anche tentato di parlarne nel mio post, ma un evento del genere, pur avendo ovviamente un valore simbolico forte, non può cancellare il senso di disagio sociale che tante e tanti omosessuali ancora vivono quotidianamente. La mia riflessione, per esempio, nasceva dal fatto che MAI, a Salerno, ho visto una coppia gay o lesbica camminare per strada mano nella mano. Se qualcuno lo fa per un giorno all’anno, al sicuro di una manifestazione pubblica, benissimo!, ma ora bisogna lavorare sugli altri 364 giorni…

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