Remain seated or get up, that is the question!

I’m really impressed by the attention that the Brits put on “Political Correctness”, the art of not hurting any groups of people by (not) saying what they would (not) like to be told about them… Well, this is just partly what PC involves, but I can’t go too far in this post…

A few months ago, during one of my PTLLS classes, I got to know that the traditional BC/AD (Before Christ / Anno Domini) couple of acronyms is being replaced by a more neutral BCE/CE (Before Common Era / Common Era). When I heard that, I kind of shouted “Really?”: I must admit I found the whole thing quite weird, but the only reply I got was a wry smile. What struck me was, it doesn’t make much difference to say 125BC and 125BCE: you won’t explicitly mention Jesus Christ, but you’re still relating the events to his date of birth! Not to mention that the word “Common” here sounds to me like a masterpiece of nonsense 🙂

By the way, God is one of PC’s main victims. One of many examples can be found in this article appeared on the Guardian, concerning the possibility that the UK “Scout Association” may adopt “atheist oaths”… Even the traditional “Merry Christmas” is giving way to a more neutral though slightly hilarious “Season greetings”: I could see plenty of shop-windows displaying the new greeting. The reason is very easy to understand from a retailer’s point of view: they don’t want to risk and lose their non-Christian (prospective) customers.

During the same PTLLS course I was taught that, as a teacher, you should never dishearten your students. If their homework is a complete failure, try to be positive and point out the good parts, if there’s any! As to the rest, say that “there’s room for improvement” (I was really amused by this expression, you also find it quoted in the smaller picture I attached to this post, which I meant as a joke, of course).

The main picture of this post is my own rework of a sign you find in all buses here in Brighton, reading as follows: “priority seats for the elderly, disabled or those less able to stand”. My rework foreshadows what might happen over the next few years when, out of respect for the principles of PC, no one will be considered old or disabled unless they agree!

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4 responses to “Remain seated or get up, that is the question!

  1. Lo posso dire? Tutto sta storia del PC mi fa abbastanza schifo. L’ho detto e pazienza se a qualcuno non sta bene. 🙂 Questo tema, non so se ti ricordi caro Gianfranco, era venuto fuori qualche giorno fa anche in una discussione sul forum di WR, ma non era la sede adatta per discuterne. Io davvero non capisco…ma perché, se non fossi cristiano mi sentirei offeso se il mondo avesse calcolato la data a partire dalla nascita di Buddha, Maometto o Visnù? Se non andassi bene a scuola e qualcuno mi dicesse: “Mi dispiace, è SBAGLIATO!” mi dovrei suicidare buttandomi dalla finestra? La mia idea è che questo continuo cercare termini politicamente corretti derivi dal fatto che l’umanità (come vedi ne faccio un discorso globale) oggi non vuole guardare in faccia i problemi di qualunque natura essi siano e preferisce nascondersi dietro queste diverse formulazioni (anché perché la sostanza del “problema” non cambia), il tutto dovuto, sempre secondo me, a una progressiva perdita degli “attributi” (sì, insomma un po’ di carattere) da parte dell’essere umano. Sto vaneggiando? Può darsi, ma è il mio pensiero e non pretendo certo che gli altri la pensino come me…:D E’ interessante dal punto di vista del PC notare l’evoluzione di alcuni termini che designano ad esempio condizioni psico-fisiche (handicappato>disabile>diversamente abile) o lavori (spazzino> netturbino>operatore ecologico…a proposito il prossimo passo quale sarà? Salvatore del Decoro Pubblico Cittadino? :D) Se io facessi questo mesterie e qualcuno mi chiedesse che lavoro faccio risponderei con tanta fierezza e dignità, anche in dialetto: “Lu munnezzar”…
    Buona Domenica. 🙂

    • Ciao Matteo. Grazie anche stavolta per il tuo interessante commento… Evidentemente la questione è complessa, e spesso c’è motivo di ironizzare, come io stesso ho fatto in questo post. Post che, tra l’altro, ho intenzione di integrare, proprio perché c’è ancora molto da dire… Naturalmente, bisogna distinguere caso per caso. Un classico esempio è la parola “negro”, che sulla scorta dell’inglese “nigger” ha una connotazione spregiativa che oggi risulta inaccettabile. Poi, certo, non tutte le soluzioni alternative sono convincenti. Cosa dire, ad esempio, dell’espressione “di colore” (ingl: “coloured”), che evidentemente rimanda a una “neutralità” bianca, contrapposta a una “peculiarità” nera? Dal mio punto di vista, sono inaccettabili (o nella migliore delle ipotesi ridicoli) quei termini, come alcuni di quelli da te citati, che non hanno nessun impatto culturale, ma appaiono come puri e semplici esercizi di ipocrisia. In cosa si distingue un non-vedente da un cieco, o un non-udente da un sordo? E infatti, vivaddio!, esistono l’Unione Italiana Ciechi e l’Ente Nazionale Sordi… Quanto a “munnezzar”, è il termine che utilizzerei anch’io se fossi un SDPC 😉

      • Grazie a te Gianfranco per i temi sempre interessanti e ricchi di spunti che proponi. 🙂 Come non essere d’accordo con te su negro/nigger (deprecabili già solo a livello cacofonico) o su coloured/di colore; in tanti altri esempi, invece si tratta di puro sfoggio di ipocrisia e come dimostrano i tuoi link i “diretti interessati”, a quanto pare, non si pongono di questi problemi.
        P.s. Vuoi vedere che ci ho preso con SDPC? 😀

        Un caro saluto e a presto.

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