English and homeless

o-BRITISH-FLAG-EUROPEAN-UNION-facebook.jpgPremesso che nel recente referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea Brighton è stata una delle città con la maggior percentuale di voti per il “Remain” (68.55%), in queste settimane ho registrato segnali contrastanti. Da un lato alcuni conoscenti inglesi si sono affrettati a scusarsi con me, a nome dei loro connazionali, per l’esito del referendum, e quasi ho dovuto consolarli spiegandogli che non me l’ero affatto presa (a un certo punto ho dovuto insistere per non farmi offrire una birra riparatoria). Dall’altro, alcuni amici e colleghi italiani mi hanno raccontato di qualche piccolo episodio di intolleranza di cui sono stati oggetto, come se il sentirsi maggioranza avesse incoraggiato alcuni a esprimere sentimenti a lungo repressi. Personalmente, gli unici che ho visto ostentare una certa soddisfazione per la vittoria del “Leave” sono stati alcuni senzatetto, che hanno cominciato a mostrare cartoni con scritte eloquenti, mai viste prima, come “ENGLISH AND HOMELESS” e “BRITISH COUPLE LOOKING FOR WORK”. Se si tratta di un’operazione di marketing, però, non mi sembra particolarmente astuta: è molto probabile che qui a Brighton, città aperta per eccellenza, perdano più spiccioli di quanti non ne possano guadagnare…

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3 responses to “English and homeless

  1. Io personalmente sono contento della Brexit, non perché non voglia lo UK nella UE, né tantomeno perché ritengo che dividersi sia la soluzione giusta per affrontare le questioni globali del terzo millennio ma che l’Europa così com’è adesso non funzioni mi pare abbastanza acclarato e uno scossone che scomplgli le carte in tavola e che proponga delle alternative alla situazione attuale la vedo solo come una cosa salutare (per tutti). Il tempo ci dirà…

    • Francamente non mi sono fatto un’idea precisa (da qui anche la mia “rilassatezza” sulla questione). Credo nella cooperazione e nella condivisione di spazi e regole comuni, ma è anche vero quello che dici sullo stato attuale delle istituzioni europee. Quello che è certo è che passeranno anni prima che si muova qualcosa… Grazie come sempre per i tuoi commenti 🙂

  2. Figurati, è un piacere intervenire nelle tue discussioni. Sono d’accordo con te spazi e regole COMUNI e allora che l’Europa sia davvero unita fino in fondo, da un punto di vista economico, giuridico, sociale e non solo da una moneta che ha creato un continente a due o tre velocità favorendo alcuni e penalizzando altri (anche se questi “altri” hanno le loro belle responsabilità). Ripeto, dividersi non è la risposta; immagino già come si possano leccare i baffi paesi come Cina, India, Russia quando sentono parlare di Brexit o di divisione all’interno della G.B., della Catalogna che vuole rendersi indipendente da Madrid ecc…Già un’Europa unita farebbe fatica contro questi Paesi enormi figuriamoci se torniamo ognuno a curare il nostro orticello (saremmo formichine contro un elefante). Incrociamo le dita! 🙂

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