Kind of local

Nei pressi di un incrocio vengo fermato da un uomo che se ne sta lì, un po’ sperduto, in compagnia della moglie e di un paio di trolley. Con modi spicci e un accento che mi sembra di “up North” mi domanda: “Are you a local?” (“Sei del posto?”). E io, con un sorriso mezzo imbarazzato mezzo compiaciuto: “Kind of” (“Più o meno, diciamo…”).
L’uomo mi dà fiducia e mi chiede indicazioni per Western Road. Trattandosi di una delle strade principali di Brighton, me la cavo senza problemi. Quindi mi ringrazia, ci salutiamo, e mentre proseguo ripenso a quella risposta che ho dato, spontanea, come sgusciata fuori da sola: “Kind of”, che in maniera più letterale potremmo tradurre con “una specie”.
Insomma, sono una particolare specie di braitoniano, uno che non è proprio del posto ma nemmeno (più) un estraneo. Con parziale ossimoro: un avventizio stabile.
Niente di straordinario, è chiaro: si tratta di pensieri comuni a qualunque emigrante; eppure questa è stata forse la prima volta che ho messo in parole la mia relazione con Brighton senza premeditazione, senza controllare il discorso, senza utilizzare i soliti schemi retorici, senza dover(mi) raccontare la storia della mia vita.
“Are you a local?”.
“Kind of”.
As simple as that.

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