My Italian poems

I haven’t written any poems for a dozen years now, much to my regret. Therefore, those I’m going to publish here are quite old. I would say they are part of a different season of my life, but I don’t disown any of them.

Since this blog will be mostly (if ever) read by English native speakers, I’m only publishing a few among the shortest and simplest ones, therefore not necessarily the ones I like most. After choosing them, I realised it’s always me speaking to a woman. Nothing too original, right? If you dare, you can read a wider collection on Meetale.com, under the title “Il vantaggio della tartaruga”.

Ah, they’re all untitled. I’ve numbered them for readability purposes only.

1.

Nessun amore, amore, ti riguarda.
Soltanto il nostro, forse
(per un istante, preso a tradimento)
al tuo sguardo d’amore,
amore, si concede.
E ti rivela
quello che sa: che nulla
verso di noi lo muove, nulla
se non quello che un tempo si chiamava,

amore, amore.

2.

Te ne torni soave al tuo cantuccio.
Stretto fra le ginocchia e il petto tieni
un poco di piacere, come mosca
ronzante dentro al pugno.

Dammi soltanto un segno del tuo arrivo
(un braccio steso, pigro, un tocco lieve
che vuol significare dormi).

Ci fa la veglia un magro lenzuolino,
cielo di sola luna e sole stelle,
bianco come di tavola festiva

(mentre da basso giungono le voci
di strampalati, ignari commensali.
Senza tregua li senti strepitare
al cielo senza luna e senza stelle).

3.

In questa danza sfigurata
si cede un poco ogni momento
come giunture d’una marionetta
dall’occhio sperso, eppure ben guidata.

A vederci, nel bilico perfetto
dell’abbraccio, chi direbbe
che un po’ di noi già qui per terra giace
(l’altro luogo da cui non mai si cade)

e tace, e s’addormenta, e aspetta
l’ultima evoluzione, e finalmente
l’applauso d’una frotta di bambini.

4.

Quando vengo all’incontro
col maglione sempre lo stesso
(a che serve averne più di uno?)
devo sembrarti un bambolotto vecchio
da farci qualche antico gioco.

E quando dici: «Ma che bel pancino!»
e l’accarezzi, e premi, si riscuote
un grumo d’ingranaggi dal torpore,
e una debole voce (vecchie, le batterie)
con furbizia precoce chiede pappa.

5.

Alla domanda:
«Perché mi vuoi bene?» ti rispondo
soltanto il giorno dopo (avendo estorto
l’esatta soluzione a un bambinetto
di terza elementare):

«Perché hai la pelle liscia liscia»

One response to “My Italian poems

I'd love to hear your view! Thanks for any comments...

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s